Un'esperienza che "ti cambia la vita"...
Ciao a tutti, sono Francesco, animatore all’oratorio di Macerata nell’ambito del Savio Club.
Questa mia lettera è una piccola testimonianza dell’anno di servizio civile che ho da poco terminato presso lo stesso oratorio di Macerata. Un anno che, come diceva la locandina di presentazione, “ti cambia la vita”.
Premetto che è difficile esprimere a parole quello che quest’esperienza mi ha lasciato e sicuramente non sarà una cosa esaustiva.
Non vi nego che è stato un anno duro: tantissimi impegni extraoratoriani da conciliare (in primis l’università), ragazzi che all’interno dell’oratorio hanno creato non pochi problemi…
Ma, a mente fredda, un anno che ha dato grosse soddisfazioni e tanti tasselli in più per camminare verso quella santità a cui tutti siamo chiamati.
Soddisfazioni non tanto sotto il piano economico (per carità, anche quello ha la sua parte), ma soprattutto sotto il profilo umano e cristiano. Uno tra tutti? Ricordate la Lettera da Roma di Don Bosco? (se non la conoscete, andate a leggerla perché è una formidabile guida per gli animatori e non solo). Beh, ho sperimentato sulla mia pelle che è davvero così.
Una cosa era vedere i ragazzi solo il weekend o qualche sporadico pomeriggio; un altro conto è stato accoglierli in oratorio tutti i giorni, di ritorno dalla loro quotidianità, ascoltare i loro sfoghi, accettare i loro lamenti, accogliere i loro pianti e soprattutto condividere la gioia di vivere, stando in mezzo a loro (don Bosco parlava di amorevolezza) tra tornei, doposcuola, musical e tante altre attività.
Ecco allora che quest’anno è volato; le 30 ore settimanali (quasi mai fatte perché ne ho fatte sempre di più) sono state il tempo prezioso per seminare nei ragazzi qualcosa e Qualcuno che “cercate quando sognate la felicità” (Giovanni Paolo II).
E se poi ho fatto soltanto 2 giorni di ferie (quando me ne spettavano 20), perché in estate con gli altri animatori ci siamo improvvisati imbianchini e muratori per far diventare l’oratorio ancor più “Casa che Accoglie”, beh, non importa, l’ho fatto sempre con tanto entusiasmo, facendo mie le parole del nostro caro Don Bosco: “Il Paradiso pagherà tutto”.
Un saluto a tutti (anche a quello che non va d’accordo con nessuno).
Questa mia lettera è una piccola testimonianza dell’anno di servizio civile che ho da poco terminato presso lo stesso oratorio di Macerata. Un anno che, come diceva la locandina di presentazione, “ti cambia la vita”.
Premetto che è difficile esprimere a parole quello che quest’esperienza mi ha lasciato e sicuramente non sarà una cosa esaustiva.
Non vi nego che è stato un anno duro: tantissimi impegni extraoratoriani da conciliare (in primis l’università), ragazzi che all’interno dell’oratorio hanno creato non pochi problemi…
Ma, a mente fredda, un anno che ha dato grosse soddisfazioni e tanti tasselli in più per camminare verso quella santità a cui tutti siamo chiamati.
Soddisfazioni non tanto sotto il piano economico (per carità, anche quello ha la sua parte), ma soprattutto sotto il profilo umano e cristiano. Uno tra tutti? Ricordate la Lettera da Roma di Don Bosco? (se non la conoscete, andate a leggerla perché è una formidabile guida per gli animatori e non solo). Beh, ho sperimentato sulla mia pelle che è davvero così.
Una cosa era vedere i ragazzi solo il weekend o qualche sporadico pomeriggio; un altro conto è stato accoglierli in oratorio tutti i giorni, di ritorno dalla loro quotidianità, ascoltare i loro sfoghi, accettare i loro lamenti, accogliere i loro pianti e soprattutto condividere la gioia di vivere, stando in mezzo a loro (don Bosco parlava di amorevolezza) tra tornei, doposcuola, musical e tante altre attività.Ecco allora che quest’anno è volato; le 30 ore settimanali (quasi mai fatte perché ne ho fatte sempre di più) sono state il tempo prezioso per seminare nei ragazzi qualcosa e Qualcuno che “cercate quando sognate la felicità” (Giovanni Paolo II).
E se poi ho fatto soltanto 2 giorni di ferie (quando me ne spettavano 20), perché in estate con gli altri animatori ci siamo improvvisati imbianchini e muratori per far diventare l’oratorio ancor più “Casa che Accoglie”, beh, non importa, l’ho fatto sempre con tanto entusiasmo, facendo mie le parole del nostro caro Don Bosco: “Il Paradiso pagherà tutto”.
Un saluto a tutti (anche a quello che non va d’accordo con nessuno).
Francesco
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