Un appuntamento fisso, quello dell’harambée, si sa la data e che ci si andrà, che ci saranno toccanti testimonianze, messa emozionante allora…perché continui ad andarci? Hai una cultura missionaria? Aiuti solamente o porti anche il Vangelo? Con queste domande quest’anno d.Flaviano ci ha fatto arrivare al colle, affinché l’esperienza non fosse una delle tante…ma cambiasse il cuore. L’obiettivo non è quello di partire (anche!) ma, come ci ha stimolato il Rettor Maggiore, un
cambio dalla cultura del numero 1 a quella di un mondo che sia casa per tutti, formando nuovi uomini e donne, attivi cittadini (non più solo onesti!), è correggere l’attuale malsano senso di carità per cui si dona per pietà quello che spetta per diritto (salute, famiglia, istruzione, cibo…). La povertà non è tanto un fenomeno economico, quanto più culturale di chi non conosce i poveri, infatti “la conoscenza di essi ci porterebbe solo ad amarli e l’amore a servirli”(M.Teresa) ed invece noi, popolo di emigrati, chiudiamo le frontiere agli immigranti! Ignoranza, questo
il vero peccato di noi ricchi occidentali! Non immaginiamo neppure dove arrivi la povertà, “la realtà supera la fantasia” diceva Einstein! E i salesiani cosa devono fare? D.Chavez, dopo una riflessione semplice ma vera sui diritti umani, ha risposto con un caldo invito: rileggere il sistema preventivo (S.P.) secondo le nuove esigenze dei giovani; d.Bosco aveva intuito che bisogna mettere il ragazzo nell’impossibilità di commettere il male ma intanto andava nelle carceri a trovare chi un amico non ce l’aveva avuto. Oggi
bambini e giovani hanno già subito tanto male; il salesiano, laico o religioso, interviene per arginare i danni, deve fare del giovane non più l’oggetto ma il soggetto educativo, il suo primo successore: l’attuazione e la salvaguardia dei diritti umani possono aiutarci a ripensare il S.P. “Il salesiano, credibile, deve starci!” (è l’appello di un giovane). Non c’è testimonianza senza testimoni: insieme ringraziamo il Signore perché in 50 hanno preso il crocifisso e ricordiamoci di pregare per loro!
PARTIRE
Partire è, innanzitutto, uscire da sé stessi.
Spezzare quella crosta di egoismo che
tenta di rinchiuderci nel nostro "io".
Partire è smettere di girare attorno a noi stessi,
come se fossimo al centro del mondo e della vita stessa.
Partire è non lasciarsi chiuderedal piccolo mondo cui apparteniamo:
qualunque sia la sua importanza, l'umanità è più grande,
ed è a lei che dobbiamo tendere, è lei che dobbiamo servire.
Partire non è divorare km, attraversare mari,
correre a velocità supersoniche.
Partire è aprirci agli altri, scoprirli, farci loro incontro.
Aprirsi alle idee,
anche quando queste sono contrarie alle nostre,
è come possedere il fiato di un buon camminatore.
Beato chi comprende e fa suo questo pensiero:
"Quando non sei d'accordo con me, mi arricchisci".
Beato chi si sente eternamente in viaggioe
in ogni prossimo vede un compagno di viaggio.
Un buon camminatore si preoccupa dei compagni stanchi...
Previene il momento dello scoraggiamento.
Li prende là dove li trova. Li ascolta.
Con delicatezza, intuito e soprattutto amore,
fa loro riprendere coraggio e ritrovare il gusto per il viaggio.
Andare avanti per andare avanti, così semplicemente, 
non è ancora un vero viaggio.
Occorre andare
alla ricerca di uno scopo;
prevedere un arrivo.
Partire significa mettersi in marcia
e aiutare gli altri
a cominciare la stessa marcia
per costruire un mondo più giusto
e più umano.
un video su cui riflettere...
2 commenti (clicca qui e scrivi/vedi i commenti):
Non si hanno parole per descrivere la pura bellezza, l'importanza ed il valore di questo video. Vi prego testimoniate a tutti quello che avete vissuto... è importante!
Grazie..
ciao a tutti!!!!complimentoni per il bolg è veramente bello!!e soprattutto permette anche a me, che sn a km di distanza, di aggiurnarmi su tutte le novità della nostra isp....anzi circoscrizione!!L'harambèe di quest'anno per me ha avuto un sapore ancor più speciale del solito...ma cm sempre il mio cuore ha iniziato a battere freneticamente quando Don Chavez consegnava i crocifissi ai tanti volontari e sacertoti-suore... è così da sempre!!!
un saluto a tutti!
Betta
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