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Sembra tutto così facile... e invece...

... non lo è. Questo ho trovato scritto in uno dei commenti ai post precedenti. Chi l'abbia scritto non si sa e mi piacerebbe saperlo perché una parola di speranza vorrei proprio regalarla a chi vive una difficoltà.

Comunque, scrivo a tutti sperando che faccia bene a molti e che chi ha particolarmente bisogno legga.

Nel Vangelo mi ha sempre colpito la "fortuna" di quei tizi che hanno incontrato Gesù che in 4 e 4 otto gli ha risolto ogni problema (prendete uno a caso dei variegati miracoli narrati in ogni vangelo). Fino a quando ci si ferma al fatto non si può che morire d'invidia (uno dei temi più attuali per la vita di ogni giovane, non a caso ne abbiamo parlato diffusamente agli scorsi Esercizi Spirituali): è una specie di vincita alla lotteria l'aver incontrato Gesù sulla propria strada e aver avuto la sorte di chiedere e ottenere quanto era necessario. Questo, però, se ci si ferma al fatto. Se ci innalziamo al significato, cambiano molte cose e, generalmente, sparisce l'invidia.

Il Vangelo infatti narra i fatti perché in noi cresca la fede (vedere Gv 20, 30-31) cioè la capacità di vivere con Gesù e di conoscere che vivere con Lui è la pienezza della fede. Ora, cosa manca a noi rispetto a quei fortunati? Assolutamente nulla. Ogni miracolo di Gesù (anche se non è scritto in ogni miracolo) si conclude con l'affermazione: La tua fede ti ha salvato. E la salvezza a cui si riferisce Gesù non è la sparizione della lebbra o la risurrezione di Lazzaro (qualcuno è così nauseato dalla vita in questo mondo che un'eventuale resurrezione è più una sventura che una grazia ; ) quanto piuttosto la scoperta sorprendente che Dio è qui davanti a me, si prende cura di me e mi apre la via verso il Padre e la vita eterna. Rispetto a questo tipo di esperienza a noi oggi non manca nulla in confronto a Lazzaro (per fare un esempio).

Se eliminassimo, e questo possiamo farlo solo noi, quella sottile ostinazione che ci spinge a chiedere a Dio di essere come noi vogliamo che sia questo semplicissimo atto di fede (dimmi tu chi sei, ti lascio essere quello che sei, senza pretese) cambierebbe il significato di ogni attimo della nostra vita.

Attenzione, non ho detto che il male sparirebbe o che la fatica non ci farebbe da compagna. Ho detto che il male smetterebbe di farci paura perché ne vedremmo la verità; e che la fatica non ci paralizzerebbe perché avremmo un motivo per patirla e per viverla in tutta la sua pienezza.

Tutto sarebbe cambiato... anche se tutto sarebbe lo stesso.

Sembra difficile "convertirsi". E d'altro canto è facile: basta girare e invertire la rotta. Niente di più facile, niente di più difficile. Niente di più facile quando si permette a Gesù di essere Dio, niente di più difficile quando si pretende di essere Dio di fronte a Gesù e di dettare le condizioni.

Sarei curioso di ricevere risposte... ma il mondo telematico ha le sue regole e qui non si sa mai che ci sia dall'altra parte. Va bene così, don't worry. Mi è sempre piaciuto giocare secondo le regole: sono regolare. Ciao a tutti, in particolare a uno/a. Ciao.

2 commenti (clicca qui e scrivi/vedi i commenti):

Anonimo ha detto...

In una sua canzone, Lucio Dalla dice "bloccando il malcontento degli organi vitali, si riesce a teorizzare all'infinito". E a mio parere questo è un grande rischio, ovvero credere che accumulando discorsi su discorsi ci si possa convincere della necessità del cambiamento, forzando la propria coscienza a "cambiare rotta" (tra l'altro sarà un caso ma dalle parole dell'intervento pareva echeggiare il "Convertiti e credi al Vangelo" di inizio Quaresima, e visto che siamo in Avvento..). Finchè non si è convinti non ci si butta, è vero, ma finchè non ci si butta non ci si converte.
E' un regalo composto da una scatola chiusa, il cui contenuto non possiamo conoscere; l'unica certezza che abbiamo è il Mittente di quel pacco, e questo dovrebbe essere sufficiente.. :
La risposta più piena che possiamo dare è dunque quella di prendersi sul serio, partendo magari dalle cose più piccole, intervenendo poco a poco ma significativamente. Anche perchè qualsiasi nostra decisione in merito genera una circolarità nel futuro più o meno prossimo: abbiamo tra le mani la possibilità di restare fermi nella diffidenza e nella sfiducia, per dare così avvio ad un circolo vizioso abbastanza deprimente; oppure possiamo scegliere di instaurare un circolo virtuoso basato sulla fede (qualunque sia la quantità di cui disponiamo) e sulla inossidabile certezza che Dio ci ama oltre qualsiasi limite o barriera.

Forse, tutto sommato, la "scommessa" di Pascal non era tanto campata per aria.. :)

Dimenticavo: voleva essere un commento positivo!
Ciao a tutti!

Lucaleo

Anonimo ha detto...

o forse..non ci si accontenta mai e anzichè cambiare atteggiamento ci si culla nelle lamentele.

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