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Due Parole su Eluana

Ho saltato la festa di don Bosco ... lo so! Capitemi, però, ero troppo impegnato a festeggiare!!!
Sono stato a Vallecrosia, ai confini della nostra Ispettoria e ho passato tre giorni molto belli. Spero che nelle vostre case si sia festeggiato altrettanto bene.

Voglio proporre una riflessione per continuare a ricordare il nostro caro Padre.

Non conosco personalmente Eluana, non conosco la sua storia e non conosco i suoi genitori. Solo che questa donna fa ormai parte della nostra vita come ne fa parte Piergiorgio: sono persone che trovandosi in situazioni particolari aiutano la nostra riflessione sulla vita e sul modo migliore di affrontarla. Penso che solo per questo dobbiamo avere profonda riconoscenza per l'occasione che ci viene data anche attraverso la loro sofferenza.

Parto da qui, dal fatto che siamo tutti legati, gli uni agli altri. Morire, come vivere, non è un'azione privata. Quando lo diventa, cioè quando vivere e morire diventano una faccenda relegata tra i problemi personali privati allora è giunto il momento di staccare la corrente. E infatti...

Come non possiamo vivere da soli (trovatemi uno che vive da solo e vi darò udienza per ascoltarvi a lungo su come si riesca in questa impresa) così non possiamo morire da soli: la decisione di morire non può poggiare sulle nostre spalle perché la vita non appartiene solo a noi. E dico la nostra vita! Lo dico chiaramente: LA VITA DI CIASCUNO DI NOI NON E' DI CIASCUNO DI NOI.

La vita non è un bene privato: non si compra, non si vende, non si lascia in eredità, non si accetta e non si rifiuta. LA VITA NON E' UNA COSA, NON E' UN OGGETTO. Non mi impegno a mostrarne il perché visto che mi sembra molto evidente. Se ce ne fosse bisogno però non mi tirerò indietro. Chiedete.

Vi lascio un compito pratico: provate a parlare di questi storie senza usare l'idea che la vita sia una cosa che possediamo. Vedrete che molti dei ragionamenti che sembrano corretti cadranno facilmente. Provate a pensare che il fatto che possiamo decidere cosa fare della vita (cioè cosa fare di noi stessi) non significa che essa (cioè noi stessi) sia un oggetto (siamo degli oggetti) ma più semplicemente che siamo responsabili della vita almeno quanto essa è responsabile di noi, che la vita è nostra "moglie", che bisogna decidere insieme, che non siamo soli, che non possiamo fare ciò che ci pare ...

Scusa Eluana, se ti senti sfruttata. Noi vogliamo solo farti capire che la tua storia è anche la nostra: per questo preghiamo per te e per quanti ci aiutano come te a conoscere meglio la vita. E ci impegniamo a non lasciare soli quanti, accanto a noi, corrono il rischio di esserlo.

Buona festa di don Bosco a tutti.

Vi segnalo alcuni articoli di donboscoland.it
per approfondire le riflessioni su Eluana Englaro
:
03/02/2009
La speranza non s'arrende...
A Udine per vivere. In nome di questa vita, che la scienza ci mo stra ogni giorno di più come terra ancora tutta incognita, anche noi vogliamo essere ostinati, se occorre contro ogni evidenza: ci ostiniamo a pensare che Eluana venga trasferita altrove ma per essere curata anche là, per continuare a vivere...

03/02/2009
ELUANA - Le voci messe a tacere
Le voci che si oppongono a questa sentenza sono quelle della gente comune. La società nel suo complesso per prima si è mobilitata per evitare l’epilogo che qualcuno auspica per questa dolorosa vicenda. A queste si sono susseguite le voci autorevoli dei medici e degli specialisti che più volte hanno evidenziato la totale inammissibilità della scelta di mandare a morte una giovane vita...

29/01/2009
Nella clinica della speranza 23 Eluana continuano a vivere
Locked in, chiusi dentro. Così la letteratura scientifica tenta di descrivere lo stato vegetativo permanente. Usando un’immagine tanto semplice quanto efficace, quella di un corpo rinchiuso in una bottiglia, separato dal resto del mondo e impossibilitato a comunicare con chiunque al di là del vetro. Se non, in alcuni rari casi, sbattendo le palpebre, ruotando gli occhi, emettendo labili rantoli.

27/01/2009
Il caso di Eluana Englaro. Uccidete le vostre anime
Vogliono la morte per fame e per sete di una donna ancora viva.
Ma voglio soprattutto togliere all’umanità il tempo del pentimento e della conversione. Ecco perché lo fanno.


24/12/2008
Mia figlia è come Eluana, ma ha imparato a mangiare e dice di non voler morire
«E’ sbagliato parlare ancora di stato vegetativo: lo stato vegetativo non esiste, e quando si usa questa espressione, anche se sono scienziati a farlo, si crea solo confusione. Induciamo la gente a pensare che si tratti di persone non più vive. Invece mia figlia è viva, è come me». VEDI IL VIDEO.

23/12/2008
Quando una vita non è più degna di essere vissuta?
A proposito di Eluana Englaro: Redazionale de «La Civiltà Cattolica». Il punto sul quale la Chiesa insiste con forza — nonostante tutte le obiezioni in contrario — è che ogni essere umano vivente, quale che sia la sua condizione di salute, ha il diritto di essere assistito e curato... [Per gentile concessione de «La Civiltà Cattolica»]

20/12/2008
Serata per Eluana
Nelle aspirazioni degli organizzatori si tratta di un momento di riflessione sulla vicenda umana nel momento di massima fragilità, come è nel caso di Eluana Englaro e di tutte le persone che come lei vivono in condizione di stato vegetativo persistente. Il cuore della serata è costituito da un monologo scritto dal poeta Davide Rondoni...

19/12/2008
Le crudeltà gratuite
La morte di Eluana e la Ru486: astratte manipolazioni ideologiche. Cerco di spiegare bene questa idea tremenda di gratuità di una morte imminente. La ragazza vive... Una morte imminente gratuita, per niente. Lo stesso vale in entrata. Lo stesso vale per la gratuità della pillola Ru486, la kill pill...

05/12/2008
«Anche nel vuoto, i sorrisi e gli sguardi di Davide mi danno gioia»
«Staccare la spina? La spina si può staccare a un elettrodomestico, non a una vita». Amedea Parma va dritta al cuore della questione, senza troppi giri di parole. Potrebbe fare altrimenti una madre che da 8 anni accudisce il figlio in stato vegetativo?

25/11/2008
Perché hanno sbagliato le sezioni unite a rigettare il ricorso su Eluana. La parola ai giuristi
Da non perdere questo video in cui ordinari di diritto privato argomentano il dissenso dalle motivazioni dalla sentenza riguardante Eluana. Tra di loro, il prof. Alberto Gambino che a zenit.org ha dichiarato: "[L'impostazione della sentenza] è erronea in punto di fatto per due motivi..."

25/11/2008
Aspettando i gesti di papà Englaro la società civile non si arrende
Alla perseveranza di Beppino Englaro nell’invocare una struttura sanitaria che possa accogliere la figlia per farla morire, si aggiungono giorno dopo giorno proposte e iniziative per salvarla. C’è chi ha suggerito che sia adottata dalla suore mirsericordine che già da anni si prendono cura di lei...

24/11/2008
Ho avuto fame e mi avete dato da magiare...
Eluana Englaro: la Comunità Animatori degli «Amici di Domenico Savio» di Trieste prendono posizione perchè... “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare,ho avuto sete e mi avete dato da bere” (Mt 25, 35).

21/11/2008
Eluana: lettera di un protagonista
Gian Piero Steccato, “Capitan Uncino” ha scritto una lettera aperta sul “Caso Eluana” all’On. Eugenia Maria Roccella, sottosegretario di Stato al lavoro, alla salute e alle politiche sociali. Ecco il testo. Infine, commenta Steccato, ci sono riusciti: la Cassazione ha dato ragione al papà di Eluana che adesso può farla morire.

17/11/2008
«Scelta pilatesca delle toghe. Faremo ricorso a Strasburgo»
Si prospetta purtroppo un'agonia lunga perché Eluana è giovane ed è stata assistita bene in questi anni dalle suore di Lecco. Siamo davanti a una situazione paradossale. Questa persona, che oggi vive senza l’aiuto di farmaci e macchinari, può essere uccisa levandole il sondino che la alimenta.

17/11/2008
Ecco un'altra vittima della guerra dei diritti ad ogni costo.
Le sentenze relative al caso di Eluana Englaro non nascono dal nulla, ma sono l’esito inevitabile di una interpretazione estrema del concetto di autodeterminazione della persona, nel quale le libertà di cui ogni essere umano dispone si trasformano in diritti...

17/11/2008
Melazzini: anch'io mangio grazie a un sondino, e dico che questa sentenza è un omicidio.
Non so cosa faranno ora, e se effettivamente metteranno in pratica l’ultimo atto, che non sarà un accompagnamento ma un vero e proprio omicidio. Questo mi sembra doveroso dirlo, come uomo ma anche e soprattutto come medico: l’alimentazione e l’idratazione non sono strumenti terapeutici, e come tali non sono mai identificabili come atto di accanimento terapeutico. Eluana non è una persona malata: Eluana è solo disabile.

16/11/2008
A proposito di Buffon e delle suore…
Mi ha colpito, in questi giorni, il casuale intrecciarsi sui giornali di storie apparentemente lontanissime. Tre storie. Quella di Gigi Buffon, il portierone della Juventus e della Nazionale, quella di Eluana Englaro e quella di altre due donne, Maria Teresa Olivero e Caterina Giraudo, sequestrate cinque giorni fa in Kenia dove vivono come missionarie.

16/11/2008
Come dar torto alla realtà? I fatti, signori sono più resistenti di ogni idea.
In queste ore si moltiplicano le diatribe circa la legittimità o inaccettabilità della decisione di toglierle l’idratazione e la nutrizione enterale, provocandone intenzionalmente la morte. Il giudizio sulla ingiustizia o meno di questa azione resta ultimamente di pertinenza della ragione pra tica e giuridica, non delle scienze metaboliche, neurobiologiche e cliniche. Ma le prime non possono non tenere conto di come stanno le cose...

14/11/2008
Di fronte a una sconfitta.
Per un esame di coscienza. Questa volta sembra che la voce del pensiero cattolico sia stata poco ascoltata, come se le ragioni che portava a favore della vita di Eluana non fossero abbastanza convincenti...

14/11/2008
Il diritto strumento di vita
Avallata l’eutanasia senza il coraggio di chiamarla per nome

Ci sarà modo nei prossimi giorni di approfondire la valenza propriamente giuridica della sentenza della Cassazione sul 'caso Eluana'. Avremo modo di verificare se l’agonia cui Eluana appare ormai irrimediabilmente condannata sarà paragonabile a quella, atroce per la sua lunghezza, di Terry Schiavo.

11/07/2008
Morire per decreto
Dubbi e perplessità di ordine giuridico che sorgono alla lettura del testo della sentenza emessa dalla Corte d'Appello di Milano in cui di dice

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