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Testimonianze dei nostri volontari a L'Aquila

Giada:
DOMANI E' GIA' QUI "...Tra le nuvole e i sassi passano i sogni di tutti, passa il sole ogni giorno senza mai tardare. Dove sarò domani? Dove sarò?..." Gli impegni, lo studio, gli esami imminenti...eppure qualcosa dentro (che ancora non so spiegare) mi ha spinta a partire...a mettermi in gioco. Sono arrivata a L'Aquila con 1000 dubbi e interrogativi. Cosa sarei sata in grado di fare io??? Ma presto ho capito che l'unica cosa veramente importante che potevo fare era IMPARARE. Attingere dai racconti di una nonna, dagli occhi di una mamma, dagli scherzi dei ragazzi, dal sorriso di un bambino che aggrappandosi al tuo collo ti chede di non ripartire e di restare con loro. Forse detto così sembra banale ma ringrazio il Signore perchè ho realizzato cosa vuol dire apprezzare ogni piccola cosa, ogni gesto, ogni attimo. Durante la mia settimana a L'Aquila, giorno dopo giorno, sono stata partecipe del sogno di Don Bosco e mi sono resa conto che, nonostante gli anni di Savio Club e di vita oratoriana, non avevo mai compreso nel profondo il suo vero significato. La ricerca di un posto dove poter stare con con i ragazzi, i vari permessi e le autorizzazioni da far firmare, la fiducia dei genitori e in primis quella dei ragazzi da conquistare...L'Aquila: una piccola Valdocco. E a questo punto...continuamo a CREDERCI! Don Bosco ci insegna che con l'impegno, la preghiera e con l'aiuto di Maria... il NOSTRO sogno può davvero diventare realtà!

Chiara e Claudio:
Ecco la tenda che ospita i volontari nel campo di Pile e le prime foto del luogo in cui sorgerà (si spera) il centro estivo slaesiano per i ragazzi de L'Aquila...
C'è bisogno di aiuto e cerchiamo volontari (soprattutto per questi giorni) per poter avviare il progetto dell
'estate ragazzi!!!




Monia:
La prima cosa che mi è venuta in mente dopo il primo giorno in Tendopoli è stata: "Come si fa a vivere in queste condizioni da mesi senza sapere cosa ne sarà domani??". La risposta è arrivata, due giorni dopo, dalla bocca di un bambino. Voleva organizzare un torneo di calcetto, pur non avendo lo spazio necessario e dopo aver mostrato la mia scetticità, lui mi guarda e dice: "Qua niente è come era prima, ma bisogna adattarsi!". Ho ripetuto queste parole durante tutta la settimana. Vedere famiglie, bambini, anziani senza piu nulla ma con la voglia di ricominciare, anche adattandosi, fa riflettere. Fa sperare, fa capire. Fa ringraziare Dio per essere cosi fortunati e ti lascia dentro la voglia di fare di piu per loro.

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