Da qualche giorno, penso dal 6 Ottobre, i Vescovi di tutto il mondo si trovano a Roma per confrontarsi tra loro e con il Papa sul tema " La parola di Dio".
Mi ha colpito un'espressione di Benedetto XVI che riporto letteralmente: "Dobbiamo cambiare la nostra idea che la materia, le cose solide, da toccare, sarebbero la realtà più solida, più sicura". E mi ha colpito perchè mi dà l'occasione di mettere a fuoco una verità che non ho considerato mai appieno. Cioè che, se andiamo a vedere ciascuno la propria vita, ci si accorge che la nostra sicurezza dipende molto più dalle parole che dalle cose. Cerco di spiegarmi.
La considerazione più immediata che abbiamo della realtà ci convince che le cose solide sono quelle materiali e le cose evanescenti sono quelle spirituali: "Di spirito non si campa" direbbe qualche schietto padre di famiglia. La mia percezione invece è che i tempi sono maturi per cominciare ad ammettere che è proprio di spirito che si campa. In epoche storiche, in cui era difficile procurarsi le cose "solide" come il cibo e la ricchezza in genere, si poteva facilmente pensare che la nostra insicurezza dipendesse dalla mancanza di esse. Dopo svariati decenni di vita super imbottita di cose, di relazioni, di possibilità e cose del genere, tutte tangibili, mi sembra che si possa dire pubblicamente che non è vero che "di spirito non si campa". Mai un'epoca fu più ricca della nostra e mai fu tanto diffuso il senso di insicurezza.
Lo spirito, infatti, è proprio ciò di cui l'uomo campa. E lo spirito è ciò di cui la nostra epoca pensa di poter fare a meno.
Non è arduo ammettere che la sicurezza di ognuno di noi dipende molto dalla affidabilità e dalla credibilità delle parole che ascoltiamo. Una moglie campa molto più della veridicità delle parole del marito che degli anelli che le regala; e gli stessi anelli sono tanto più preziosi quanto più rivelano la solidità delle parole dette. "Ti amo" detto in modo affidabile, credibile, solido vale più di qualsiasi cosa materiale. Pensiamo a quanti figli non sanno che farsene delle monatgne di oggetti che i genitori gli riversano addosso per compensare la mancanza di quelle parole affidabili che sì, invece, farebbero la loro sicurezza.
Con ciò non voglio dire che il mondo materiale sia inutile o superfluo. Secondario sì, però. E secondario significa "che viene dopo" non "che se può fare a meno". Viene dopo nel senso che serve a mostrare ciò che viene prima: cioè lo spirito. E lo spirito si esprime in modo eminente nella Parola di Colui che è Spirito per eccellenza.
In questo senso la Parola di Dio è il fondamento di tutte le cose. E questo è il pensiero del Papa che mi limito qui a riportare. La Parola di Dio è ciò su cui si può costruire con sicurezza, la roccia. Non c'è roccia più solida della Parola di Dio, che è più solida della roccia. Potremmo dire che la roccia è solida perchè è scaturita dalla Parola di Dio: Dio disse e la roccia fu!
A chi si sente vagamente insicuro in questo mondo consiglio di riflettere su quanto, della sua vita, è poggiato sulla Parola di Dio. Forse proprio la lontananza da essa e la fiducia riposta nella materia, come elemento solo apparentemente più solido, sono all'origine della ineliminabile insicurezza esistenziale.
Grazie al Papa per queste riflessioni.
Grazie a tutti per la aziente lettura.
A presto,
donflaviano
flamancino@yahoo.it
Mi ha colpito un'espressione di Benedetto XVI che riporto letteralmente: "Dobbiamo cambiare la nostra idea che la materia, le cose solide, da toccare, sarebbero la realtà più solida, più sicura". E mi ha colpito perchè mi dà l'occasione di mettere a fuoco una verità che non ho considerato mai appieno. Cioè che, se andiamo a vedere ciascuno la propria vita, ci si accorge che la nostra sicurezza dipende molto più dalle parole che dalle cose. Cerco di spiegarmi.
La considerazione più immediata che abbiamo della realtà ci convince che le cose solide sono quelle materiali e le cose evanescenti sono quelle spirituali: "Di spirito non si campa" direbbe qualche schietto padre di famiglia. La mia percezione invece è che i tempi sono maturi per cominciare ad ammettere che è proprio di spirito che si campa. In epoche storiche, in cui era difficile procurarsi le cose "solide" come il cibo e la ricchezza in genere, si poteva facilmente pensare che la nostra insicurezza dipendesse dalla mancanza di esse. Dopo svariati decenni di vita super imbottita di cose, di relazioni, di possibilità e cose del genere, tutte tangibili, mi sembra che si possa dire pubblicamente che non è vero che "di spirito non si campa". Mai un'epoca fu più ricca della nostra e mai fu tanto diffuso il senso di insicurezza.
Lo spirito, infatti, è proprio ciò di cui l'uomo campa. E lo spirito è ciò di cui la nostra epoca pensa di poter fare a meno.
Non è arduo ammettere che la sicurezza di ognuno di noi dipende molto dalla affidabilità e dalla credibilità delle parole che ascoltiamo. Una moglie campa molto più della veridicità delle parole del marito che degli anelli che le regala; e gli stessi anelli sono tanto più preziosi quanto più rivelano la solidità delle parole dette. "Ti amo" detto in modo affidabile, credibile, solido vale più di qualsiasi cosa materiale. Pensiamo a quanti figli non sanno che farsene delle monatgne di oggetti che i genitori gli riversano addosso per compensare la mancanza di quelle parole affidabili che sì, invece, farebbero la loro sicurezza.
Con ciò non voglio dire che il mondo materiale sia inutile o superfluo. Secondario sì, però. E secondario significa "che viene dopo" non "che se può fare a meno". Viene dopo nel senso che serve a mostrare ciò che viene prima: cioè lo spirito. E lo spirito si esprime in modo eminente nella Parola di Colui che è Spirito per eccellenza.
In questo senso la Parola di Dio è il fondamento di tutte le cose. E questo è il pensiero del Papa che mi limito qui a riportare. La Parola di Dio è ciò su cui si può costruire con sicurezza, la roccia. Non c'è roccia più solida della Parola di Dio, che è più solida della roccia. Potremmo dire che la roccia è solida perchè è scaturita dalla Parola di Dio: Dio disse e la roccia fu!
A chi si sente vagamente insicuro in questo mondo consiglio di riflettere su quanto, della sua vita, è poggiato sulla Parola di Dio. Forse proprio la lontananza da essa e la fiducia riposta nella materia, come elemento solo apparentemente più solido, sono all'origine della ineliminabile insicurezza esistenziale.
Grazie al Papa per queste riflessioni.
Grazie a tutti per la aziente lettura.
A presto,
donflaviano
flamancino@yahoo.it
2 commenti (clicca qui e scrivi/vedi i commenti):
Grazie a te DON Fla che ogni volta ci ravvivi lo spirito con queste riflessioni! :-)
Hai proprio ragione: la parola di Dio deve essere il fondamento della vita dell'uomo. A maggior ragione, secondo me, deve essere il fondamento della vita di un animatore.
Non è un discorso di vocazione: si può essere preti, suore, laici non importa....la parola di Dio è rivolta a tutti e parla ad ognuno di noi per come siamo (preti, suore, laici....)!
Da quando le mie giornate sono scandite dalla lettura della parola di Dio (attraverso l'aiuto del libretto "Dall'alba al tramonto")devo dire che la mia vita sta prendendo un senso. Ogni volta che mi trovo a dover fare una scelta mi viene sempre da chiedermi: Cosa avrebbe fatto il Signore in questo momento? Cosa avrebbe detto adesso? Avrebbe fatto così o avrebbe fatto "cosà"? Cosa vorrebbe che io facessi?
Certo "l'impresa" non è facile e non sempre si riescono a dare le risposte giuste o a fare le scelte giuste (per questo esistono le guide spirituali)....: ma se nn si inizia mai a camminare, non si può pretendere di arrivare a dei risultati!!!!
...ma la tua vita adesso può cambiare, solo se sei disposto a camminare... ("I cento passi", MCR)
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