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Morire per amore

Non so se sono particolarmente macabro ma da quando sono piccolo mi insegue l'idea che morire per amore sia la cosa più giusta da fare, più bella da vivere, più grande da lasciare ai posteri.

Sarò megalomane ... ma non credo. Forse è più vero che per questo siamo creati e per questo viviamo. Tutti hanno sognato di morire come Braveheart per qualcosa di importante o come Massimiliano Kolbe nel campo di concentramento per qualcuno di apparentemente insignificante (scusate l'accoppiata insolita). Mi sembra di aver capito che è nella nostra indole. Sta qui la nostra somiglianza con Dio: dare la vita per gli amici. Questo è l'amore dice san Giovanni nel suo vangelo.

Dove sta l'inghippo questa volta? Sta nel fatto che la paura ci frega. Paura del dolore. Paura di perdere qualcosa di migliore. Paura di prendere una fregatura. Credo che la paura si stia impossessando delle nostre anime. E la paura è il riflesso della solitudine.
Tutti da piccoli abbiamo imparato ad affrontare il buio in compagnia di qualcuno, di un amico, dei genitori, di un fratello. Anche di un altro pauroso come noi: in due si fa, da soli proprio no.

Ecco il punto. Finché cerchiamo il nostro posto nel mondo da soli, senza la compagnia di qualcuno la paura farà da padrona e le scelte saranno sempre a garanzia della nostra vita (Chi cerca la propria vita la perderà): la paura ci fa giocare in difesa, puntiamo alla conservazione della specie. La vita non sarà mai piena.

Perché la vita è piena quando si dona. Sta qui l'immagine di Dio in noi: donare la vita. Ma donare la vita è come morire (Chi perderà la vita per causa mia la troverà): donare la vita non si può senza la compagnia di Dio. Capite ora cosa significa la vocazione?

Senza seguire una vocazione è impossibile donare la vita. Senza vocazione non c'è vita piena. E la vocazione ha questo di proprio: è un cammino intrapreso sulla parola di un altro. Non ciò che mi piace, non ciò che io penso giusto, non ciò che altri trovano giusto ma ciò che mi chiede LUI. L'unico amante che ci chiede la vita intera senza compromessi, senza mezze misure.

A molti LUI chiede di consegnargli la vita per farne dei buoni genitori. (Attenzione sempre una consegna è, sempre un esproprio e, quindi, un dono). A pochi chiede di consegnargli la vita per vivere come LUI ha vissuto. Questa volta mi rivolgo a questi pochi. Abbiate fede e coraggio. Anche io pensavo che fosse impossibile che toccasse proprio a me.

Ma oggi sono felice di essere tra questi. Il mio desiderio da bambino si è realizzato oltre ogni mia previsione. Il prezzo? Lo sapete: ho perso la vita. Ma quella che ho trovato è più grande di me:
sono pienissimo.

Buon anno, ancora. Buon anno NUOVO.
Vi auguro di morire d'amore. In particolare a chi è come me.

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