Il precedente intervento sul crocifisso nelle aule era più adatto ad un monologo teatrale che ad una presentazione lineare.
Offro ora, a gran richiesta, un intervento logico.
Da quando sono piccolo sono rimasto colpito dalla semplicità dell'espressione "Libera Chiesa in Libero Stato". In alcuni momenti mi sono chiesto se non fosse utile girare la frase in "Libero Stato in Libera Chiesa"visto che la Chiesa è Cattolica, cioè universale per definizione mentre lo Stato è particolare per definizione. Alla fine ho concluso che per le discussioni pubbliche è meglio parlare di Libera Chiesa E Libero Stato. Da qui partiamo.
In Italia queste due libere comunità hanno stipulato un Concordato per regolare le relazioni fra di loro e fra loro e le persone a cui si rivolgono entrambe. Fin qui è facile.
Per quanto ne so io è al Concordato del '29 rivisto nel 1984 che si deve far risalire la decisione dello Stato Italiano di ornare le pareti dei propri ambienti pubblici con il crocifisso. (Se qualcuno ha informazioni più precise sono gradite e ci aiuteranno a capire la questione).
Ora penso sia utile chiedersi: è stata una richiesta dello Stato poter esporre un simbolo della Chiesa o è stata una richiesta della Chiesa estendere allo Stato l'esposizione che è abituale per Lei? Anche qui, se non ricordo male, risale allo statuto albertino (1848) la proclamazione della religione cattolica come religione di Stato e, credo, di qui l'uso, in continuità con il passato (immagino) di un'immagine religiosa in luoghi di Stato. Deduco che al momento della formazione del Regno d'Italia (1861) pur in presenza di una frattura con lo Stato delle Chiesa le cose siano rimaste invariate sul piano dei rapporti tra Stato e religione cristiana cattolica. E' probabile che nel 1984 la Chiesa Cattolica abbia chiesto e ottenuto di non intervenire in questa materia e di proseguire la tradizione di esposizione. (Quest'ultima è una supposizione mia, credo verosimile ma, ancora una volta, chi abbia informazioni certe in proposito si faccia vivo e ci informi. Grazie)
Le domande si susseguono: ha fatto bene la Chiesa a chiedere un simile "favore" e ha fatto bene lo Stato a concederlo?
La fede personale e la tradizione popolare si intrecciano in modo a volte inestricabile: chi di noi può scindere l'adesione personale alla persona di Gesù dalla selva di simboli e di tradizioni in cui è vissuto? Chi può dire se, cambiando contesto culturale, eventi, persone e simboli della propria storia personale la sua fede oggi sarebbe la medesima?
In questo senso penso che si possa dire che il crocifisso fa parte della nostra cultura perché "stava lì prima di noi" che noi lo vogliamo o no. Per tutti gli eventi che stanno lì prima di me io ho questa posizione di massima: c'è un motivo buono per eliminarli?
Ora, in questa occasione, c'è un buon motivo per togliere il crocifisso che sta lì prima di me?
Vediamo. Si dice: la Chiesa non evangelizza tramite questo elemento in quei posti quindi dovrebbe disinteressarsi della sua esposizione e anzi favorirne la rimozione. Io dico: la Chiesa è contenta quando ciò che annuncia al mondo parla al mondo tanto da essere assunto come simbolo evocativo. Se questa assunzione si rivolgesse contro il vangelo sarebbe la prima a rinunciarvi ma se non è contro il vangelo perché dovrebbe rinunciarvi? La Chiesa quindi non ha un buon motivo per impedire che uno stato scelga di esporre il crocifisso.
Qualcuno potrebbe dire: è un'imposizione per per una minoranza quindi lo stato deve tutelare le minoranze. Ma in democrazia la minoranza subisce sempre imposizioni: è una legge fondamentale, si vota, si conta qualcuno è maggioranza qualcuno è minoranza. Si, ma non in fatto di religione e di coscienza. Ma lo stato non tiene lì, sicuramente, il crocifisso per un fatto di religione. Lo tiene lì per un fatto di cittadinanza. Cioè ritiene bene per i propri cittadini che il crocifisso stia lì. Né si può affermare che un crocifisso appeso possa essere uno strumento di evangelizzazione: non dicono alcuni cristiani stessi che non è così che si evangelizza? Il crocifisso nelle aule non serve ad evangelizzare, dicono, è quindi la Chiesa dovrebbe chiedere lei stessa di toglierlo... come si diceva prima. Si ma, appunto, se non evangelizza non opprime nessuna minoranza ammesso, e non concesso, che annunciare voglia dire opprimere.
Quindi non rimane che passare attraverso il popolo sovrano per cambiare questa cosa. E il popolo è l'unica autorità autorizzata a decidere di questa cosa. Né la Chiesa può, né deve decidere. E, a maggior ragione, nemmeno un tribunale a maggior ragione per i diritti dell'uomo. Nessuna minoranza può vedere garantite le proprie pretese da un tribunale contro la sovranità del popolo. Questa mi sembra la conclusione.
Se non c'è lesione di diritto (e in questo caso la lesione del diritto fa ridere, è chiaro che è strumentale per un atto contro il favore di cui il crocifisso gode, è chiaro che è un atto di invidia di una religione - quella atea - contro una fede bene più credibile) non è un tribunale che deve decidere di queste cose: è la comunità sociale che decide. E per ora ha deciso di tenere il crocifisso. Così si faccia. Quando il parlamento deciderà di toglierlo così si farà. Nel frattempo via al dibattito pubblico nel quale getto una domanda: qual è il buon motivo per cui i figli di questa signora crescerebbero meglio senza crocifisso nelle aule? Non è una domanda retorica sono curioso di vederlo e spero sinceramente che qualcuno me lo mostri.
Grazie.
PS. La bandiera dell'Inghilterra ha una croce al centro e non è l'unica bandiera a essere concepita in questo modo: come la mettiamo? Si potrebbe chiedere di eliminarla. Io sono d'accordo ma non attraverso un tribunale: occorre avere il coraggio di fare una battaglia culturale quindi politica quindi parlamentare. Quando sarà così allora, in caso di sconfitta, una delle parti accetterà la decisione dell'altra. Questa è democrazia.
Poi c'è sempre l'obiezione di coscienza!
1 commenti (clicca qui e scrivi/vedi i commenti):
su una mia riflessione in materia su fb concludevo dicendo che siccome sono daltonico voglio far cambiare i colori della bandiera dell'Italia, perchè rosso e verde mi gettano nella confusione...a che punto può arrivare il ragionamento sulla tutela delle minoranze nei confronti della maggioranza! Francesco
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