Lo annuncio solamente: vorrei prepararmi al Natale riflettendo un po' sulla vita... e lo farò con voi.
La visita
Qualche puntata - 3 o 4, non di più - su questa cosa che tutti conosciamo ma che non sappiamo definire. L'anno scorso abbiamo fatto un turno di esercizi spirituali su "La tua grazia vale più della vita" e ora mi viene in mente che per comprendere la grazia occorre passare per la vita (e viceversa, naturalmente).
Per questo il Natale, l'evento di grazia, lo avvicineremo parlando della vita.
Per ora mi limito ad introdurre questo tema: la visita. Cosa sarebbe la nostra vita senza le visite degli amici, da effettuare o da ricevere. Senza sorprese, senza novità, senza ospiti: ci state provando ad immaginarla? Non occorre andare lontano. Andate a scovare un momento di solitudine e saprete cosa è la vita senza visite: somiglia molto alla morte.
Il vangelo di oggi parla di questo: Gerusalemme non si è resa conto di essere stata visitata. Povera Gerusalemme... chi finirà peggio di te? Ricevere la visita per eccellenza e non accorgersi: quale solitudine ti aspetta? Non voglio essere al tuo posto, Gerusalemme.
Terrò gli occhi aperti.
A presto,
don Flaviano
PS: Mancano pochi giorni agli esercizi spirituali: finite di studiare, sbrigatevi e tenetevi qualche ora libera per cercare il Signore. Andate dai vostri salesiani e lasciate il vostro nome: Mercoledì faccio il giro di telefonate per sapere quanto siamo. Coraggio!!!
Vogliamo vedere Gesù...
riflettiamo insieme a Don Flaviano e alle sue parole del meeting MGS a L'Aquila...
Sul crocifisso. Più seriamente.
Il precedente intervento sul crocifisso nelle aule era più adatto ad un monologo teatrale che ad una presentazione lineare.
Offro ora, a gran richiesta, un intervento logico.
Da quando sono piccolo sono rimasto colpito dalla semplicità dell'espressione "Libera Chiesa in Libero Stato". In alcuni momenti mi sono chiesto se non fosse utile girare la frase in "Libero Stato in Libera Chiesa"visto che la Chiesa è Cattolica, cioè universale per definizione mentre lo Stato è particolare per definizione. Alla fine ho concluso che per le discussioni pubbliche è meglio parlare di Libera Chiesa E Libero Stato. Da qui partiamo.
In Italia queste due libere comunità hanno stipulato un Concordato per regolare le relazioni fra di loro e fra loro e le persone a cui si rivolgono entrambe. Fin qui è facile.
Per quanto ne so io è al Concordato del '29 rivisto nel 1984 che si deve far risalire la decisione dello Stato Italiano di ornare le pareti dei propri ambienti pubblici con il crocifisso. (Se qualcuno ha informazioni più precise sono gradite e ci aiuteranno a capire la questione).
Ora penso sia utile chiedersi: è stata una richiesta dello Stato poter esporre un simbolo della Chiesa o è stata una richiesta della Chiesa estendere allo Stato l'esposizione che è abituale per Lei? Anche qui, se non ricordo male, risale allo statuto albertino (1848) la proclamazione della religione cattolica come religione di Stato e, credo, di qui l'uso, in continuità con il passato (immagino) di un'immagine religiosa in luoghi di Stato. Deduco che al momento della formazione del Regno d'Italia (1861) pur in presenza di una frattura con lo Stato delle Chiesa le cose siano rimaste invariate sul piano dei rapporti tra Stato e religione cristiana cattolica. E' probabile che nel 1984 la Chiesa Cattolica abbia chiesto e ottenuto di non intervenire in questa materia e di proseguire la tradizione di esposizione. (Quest'ultima è una supposizione mia, credo verosimile ma, ancora una volta, chi abbia informazioni certe in proposito si faccia vivo e ci informi. Grazie)
Le domande si susseguono: ha fatto bene la Chiesa a chiedere un simile "favore" e ha fatto bene lo Stato a concederlo?
La fede personale e la tradizione popolare si intrecciano in modo a volte inestricabile: chi di noi può scindere l'adesione personale alla persona di Gesù dalla selva di simboli e di tradizioni in cui è vissuto? Chi può dire se, cambiando contesto culturale, eventi, persone e simboli della propria storia personale la sua fede oggi sarebbe la medesima?
In questo senso penso che si possa dire che il crocifisso fa parte della nostra cultura perché "stava lì prima di noi" che noi lo vogliamo o no. Per tutti gli eventi che stanno lì prima di me io ho questa posizione di massima: c'è un motivo buono per eliminarli?
Ora, in questa occasione, c'è un buon motivo per togliere il crocifisso che sta lì prima di me?
Vediamo. Si dice: la Chiesa non evangelizza tramite questo elemento in quei posti quindi dovrebbe disinteressarsi della sua esposizione e anzi favorirne la rimozione. Io dico: la Chiesa è contenta quando ciò che annuncia al mondo parla al mondo tanto da essere assunto come simbolo evocativo. Se questa assunzione si rivolgesse contro il vangelo sarebbe la prima a rinunciarvi ma se non è contro il vangelo perché dovrebbe rinunciarvi? La Chiesa quindi non ha un buon motivo per impedire che uno stato scelga di esporre il crocifisso.
Qualcuno potrebbe dire: è un'imposizione per per una minoranza quindi lo stato deve tutelare le minoranze. Ma in democrazia la minoranza subisce sempre imposizioni: è una legge fondamentale, si vota, si conta qualcuno è maggioranza qualcuno è minoranza. Si, ma non in fatto di religione e di coscienza. Ma lo stato non tiene lì, sicuramente, il crocifisso per un fatto di religione. Lo tiene lì per un fatto di cittadinanza. Cioè ritiene bene per i propri cittadini che il crocifisso stia lì. Né si può affermare che un crocifisso appeso possa essere uno strumento di evangelizzazione: non dicono alcuni cristiani stessi che non è così che si evangelizza? Il crocifisso nelle aule non serve ad evangelizzare, dicono, è quindi la Chiesa dovrebbe chiedere lei stessa di toglierlo... come si diceva prima. Si ma, appunto, se non evangelizza non opprime nessuna minoranza ammesso, e non concesso, che annunciare voglia dire opprimere.
Quindi non rimane che passare attraverso il popolo sovrano per cambiare questa cosa. E il popolo è l'unica autorità autorizzata a decidere di questa cosa. Né la Chiesa può, né deve decidere. E, a maggior ragione, nemmeno un tribunale a maggior ragione per i diritti dell'uomo. Nessuna minoranza può vedere garantite le proprie pretese da un tribunale contro la sovranità del popolo. Questa mi sembra la conclusione.
Se non c'è lesione di diritto (e in questo caso la lesione del diritto fa ridere, è chiaro che è strumentale per un atto contro il favore di cui il crocifisso gode, è chiaro che è un atto di invidia di una religione - quella atea - contro una fede bene più credibile) non è un tribunale che deve decidere di queste cose: è la comunità sociale che decide. E per ora ha deciso di tenere il crocifisso. Così si faccia. Quando il parlamento deciderà di toglierlo così si farà. Nel frattempo via al dibattito pubblico nel quale getto una domanda: qual è il buon motivo per cui i figli di questa signora crescerebbero meglio senza crocifisso nelle aule? Non è una domanda retorica sono curioso di vederlo e spero sinceramente che qualcuno me lo mostri.
Grazie.
PS. La bandiera dell'Inghilterra ha una croce al centro e non è l'unica bandiera a essere concepita in questo modo: come la mettiamo? Si potrebbe chiedere di eliminarla. Io sono d'accordo ma non attraverso un tribunale: occorre avere il coraggio di fare una battaglia culturale quindi politica quindi parlamentare. Quando sarà così allora, in caso di sconfitta, una delle parti accetterà la decisione dell'altra. Questa è democrazia.
Poi c'è sempre l'obiezione di coscienza!
'Sto crocifisso
Mi chiedo perché sia finito lì, il crocifisso, sul lato della lavagna. Chi ce lo ha messo?
A quanto mi risulta i cittadini. Lo stato italiano ha deciso liberamente di metterlo lì. A ricordare cosa? Non lo so.
A me ricorda ogni giorno che per amare le persone che mi capitano vicino bisogna consegnare la propria vita come l'ha consegnata Lui e che senza di Lui non riuscirei mai a consegnare la mia vita come l'ha consegnata Lui..
Di più veramente non so. Cosa il crocifisso dica a chi non crede in Gesù Salvatore non saprei dire. Qualcuno sembra che, ad averlo davanti, sia disturbato nei processi di maturazione della propria libera personalità. Dicono che se c'è l'immagine del Dio crocifisso non sono liberi di inventare un altro dio. Potenza dell'immagine!!!
Però, sinceramente, che lo vadano a dire ai cittadini e allo Stato. E lo Stato, che difende i diritti di tutti li prenderà sotto le sue cure: eliminerà tutte le immagini sacre che facciano minimamente pensare che l'uomo ha una sua legge interna che non può essere decisa a nostro piacimento.
Perché allo Stato fa comodo che i propri cittadini siano vuoti da ogni condizionamento come lo sono le panchine di marmo, i lampioni di vetro e i cartelli di latta. Io non vorrei i condizionamenti che mi hanno imposto lo Stato, la famiglia, il mio popolo, i miei amici e io stesso.
Già... perché? Perché mi sono condizionato così tanto nella vita! Tanto da scegliere per me di vivere come sto vivendo. E se fosse un'altra la scelta liberante? Perché mi sono accettato con questa faccia? Mi sono inevitabilmente condizionato per tutta la vita. Non avrei dovuto accettarla questa faccia. Avrei dovuto fare ricorso alla corte europea contro i miei genitori e contro me stesso. Avrò pure il diritto di scegliermi la faccia o no? Lo farò ora, il ricorso! E avrei anche altre cose da suggerire a tutti.
Per esempio: quando inizieremo a cambiare tutte queste scritte in italiano che fanno pensare a chi italiano non è che in queste terre occorra solo parlare italiano? Non sarebbe meglio lasciare liberi tutti di parlare come meglio credono? Perché questo condizionamento culturale? Io voglio parlare la mia lingua. Voglio il diritto di parlare la mia lingua solo io. Perché devo condividere la lingua con tutta questa gente. Ho già condiviso la stanza con mio fratello e la tenda con i volontari a L'Aquila: non vorrei condividere troppo!
E non venite a protestare che la lingua è necessaria per vivere e la religione no, che il paragone non tiene ecc ecc.
Tutti credono in qualche dio. La religione è inevitabile. Pensate che esistono anche quelli che credono che Dio non esiste: una strana fede a dire il vero visto che non hanno neanche un'immagine da imporre agli altri. Che razza di religione è quella che non ha un'immagine con cui perseguitare le persone che vivono su questa terra? Nessuna immagine con cui fare guerre! Che strano!! Ma forse sono solo più poveri: per esercitare il loro culto e imporre le loro immagini sono costretti a distruggere quelle degli altri perché a loro piace il nulla, l'abisso, il vuoto, il nero, lo scuro oppure il bianco senza macchia e senza paura, la luce pura. Da dove verrà poi 'sta luce pura? Boh! O forse la loro immagine sacra è lo specchio in cui riflettono il loro narcisismo all'infinito? Mi sa che è così. Però io sono condizionato.
Non ci capisco niente con questo crocifisso. Ma lo Stato italiano perché ha deciso di metterlo lì?
C'è qualcuno che potrebbe fare un viaggio a Strasburgo per far emettere una sentenza che vieta di esporre il crocifisso sul davanzale delle nostre signore della TV? Qualche bimbo figlio di una finlandese potrebbe rimanere condizionato dalla potenza di un Dio che domina non su uno ma su due mondi: e questo sarebbe proprio troppo!!!
Scusate ma non ci capisco proprio niente: il mondo che stanno creando questi LAICI mi sta lievemente confondendo. Un mondo senza immagini, senza Dio, senza lingua, senza condizionamenti, senza senza, un mondo con, con nulla, con tutto, con nulla che è come tutto e con tutto che è come nulla, senza me, senza te, con lui e per noi, per voi. Di chi?
Voi ci capite qualcosa?
Io no. A me sembra solo che il crocifisso stia lì per volontà del popolo italiano e che per volontà del popolo italiano si possa togliere. Basta proporre una legge, farla votare con la maggioranza richiesta e tutto torna a posto. Occorre andare fino a Strasburgo? Si, lì c'è un nuovo santuario, una nuova religione e lì si troveranno, a cercar bene altri sacerdoti. I soliti italiani che per risolvere i problemi tra di loro devono chiamare uno straniero. Dalla Finlandia. Una sacerdotessa dalla Finlandia. un'invasione?
No, è una guerra di religione. Allora siamo tranquilli: sotto il sole nulla è cambiato. Il crocifisso è stato crocifisso per una guerra di religione. Lo sarà di nuovo. E poi di nuovo e poi di nuovo ancora.
E più si accaniranno e più resteranno accaniti (cioè simili ai cani):
perché il crocifisso è Risorto e questo non glielo toglie nessuno. AMEN.
Meeting MGS a L'Aquila - 8 Novembre 2009
per tutti i giovani del MGS di Lazio, MArche, Umbria, Molise ed Abruzzo:
per scaricare la locandina vai su questa pagina: clicca qui
MGS Marche Umbria Abruzzo Molise 2009/10
clicca sull'immagine per ingrandire

Attenzione, il calendario ha subito qualche piccola modifica,
presto le date corrette!!!
Bilancio
Salvatore, Marco, Emanuele e don Flaviano (Salesiani) hanno terminato la loro lunga avventura aquilana.
Il loro compito è stato quello di dare vita all'oratorio durante l'estate e a questo si sono dedicati con intensità. Salvatore tornerà a Torino a studiare dopo aver fatto la Professione Perpetua (Vasto, 19 Settembre - vi aspettiamo numerosi per l'occasione); Marco è già a Genova per riprendere il suo secondo anno di tirocinio; Emanuele entrerà nel seminario di Chieti e interrompe il suo cammino da salesiano; don Flaviano torna a fare da scudiero al prode don Francesco.
Vogliamo fare un bilancio finale?
Iniziamo dai numeri: 250 ragazzi iscritti all'ER; circa 300 volontari da varie parti d'Italia (tra cui una quindicina di consacrati); 30 giovani aquilani coinvolti nell'animazione dell'oratorio; una buonissima partecipazione da parte delle famiglie aquilane alla vita dell'oratorio; un numero imprecisato di simpatizzanti e di benefattori.
Si poteva fare meglio. Si può sempre fare meglio. Ma soprattutto si può ancora migliorare noi stessi: è questa la convinzione più forte che mi porto via da questi 120 giorni da terremotato.
Possiamo fare di più per essere più belli, ogni giorno.
Abbiamo lavorato insieme a L'Aquila perché le difficoltà abbassano il livello di protagonismo di cui ciascuno di noi ha necessità per sentirsi importante.
Abbiamo cercato Gesù a L'Aquila perché le difficoltà ti ripetono ad ogni istante che desideri la salvezza e che non puoi salvarti da solo (cosa che senza difficoltà è sempre facile almeno sperare)
Abbiamo trovato Gesù a L'Aquila perché sta scritto: "Cercate e troverete"
Abbiamo gustato la vita a L'Aquila perché solo laddove la vita è a rischio la si prende sul serio.
Abbiamo pensato, pianto, litigato, discusso, riso, giocato e lavorato: sono stati giorni di vita intensa perché se non vuoi vivere veramente a L'Aquila non ci vai dopo il terremoto.
Abbiamo anche scoperto che si può andare a L'Aquila dopo il terremoto per cercare una via di fuga dal proprio terremoto soprattutto interiore e vivere lì il proprio dramma.
Abbiamo celebrato ogni giorno l'Eucaristia chiedendo insistentemente al Signore di illuminare la realtà perché solo così si può essere cristiani.
Abbiamo messo in luce che chi si affaccia alla vita rifiutando Gesù e la sua Chiesa può ingannare se stesso solo per poco tempo o solo in particolari situazioni: di fronte al terremoto anche le nostre psico-costruzioni crollano.
Quante cose abbiamo fatto!
Ma quante ne restano da fare! Per L'Aquila, per noi e per il resto del mondo.
Mi dispiace solo di non aver dato tutto quello che potevo a causa del mio egoismo e delle mie paure. Mi dispiace anche per chi a causa del suo egoismo e delle sue paure non ha potuto dare tutto, come me.
Ringrazio in particolar modo i miei confratelli salesiani: quelli che mi hanno mandato, quelli che mi hanno accompagnato, quelli a cui abbiamo affidato l'oratorio.
Il Signore è veramente grande se non pochi tra i genitori ci hanno detto che nell'oratorio hanno trovato un varco per iniziare una vita nuova: l'oratorio di don Bosco è l'oratorio di Gesù, alla faccia di quelli che dicono che Dio non si fa vedere... si mettano gli occhiali e guardino bene la loro vita, anche senza terremoto si vede chiaramente che il Signore la sostiene perché non vacilli.
A presto,
don Flaviano.
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